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macOS Catalina e la tua privacy

macOS Catalina e la tua privacy. Sì, perché la nuova versione del sistema operativo di Apple presenta alcuni interessanti cambiamenti a protezione della tua privacy, e anche dei tuoi file e documenti di vario genere.
Sappiamo che da sempre Apple ha una grande attenzione per la privacy dei propri utenti. Così come sappiamo che macOS è un sistema operativo più robusto della concorrenza (le sue fondamenta sono Unix), e che offre un elevato grado di protezione.

Questo non vuol dire che l’utente può ignorare i rischi che ci sono in Rete (e ci sono: basti ricordare il phishing). Anzi: proprio perché macOS è robusto è affidabile, l’utente deve prestare attenzione a quello che fa, e a quello che scarica soprattutto.

Ti ricordo che ci sono altri 2 articoli su macOS Catalina. Vale a dire: “macOS Catalina: scopriamo il nuovo OS di Apple“.
E: “macOS Catalina: come prepararsi al nuovo sistema operativo“.

Adesso andremo a scoprire che cosa macOS Catalina ha cambiato nell’ambito della sicurezza e della privacy.

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macOS Catalina e i permessi

Probabilmente alcuni utenti saranno un po’ sorpresi (in seguito: annoiati? Irritati?), da quanto accadrà compiendo una serie di azioni. Se ne chiederanno la ragione e ovviamente protesteranno perché “Con Catalina non si può lavorare!”.

In realtà Apple ha solo inteso proteggere maggiormente il proprio sistema operativo da minacce esterne: ma in quale maniera?
Molto semplice. Prima di permettere ad applicazioni di terze parti di accedere a determinate aree del sistema operativo, tu dovrai dare il tuo esplicito permesso. Le “aree” sono quelle dove determinati dati sono conservati: ma quali sono queste aree?

Catalina ti domanderà di permettere alle applicazioni di accedere ai tuoi dati conservati in queste cartelle:

  • la cartella Download, Documenti e Scrivania
  • iCloud Drive
  • volumi esterni che usi per il backup dei tuoi documenti
  • cartelle quali Dropbox
  • chiavette USB

Quando infatti un’app vorrà accedere ai dati conservati in una di queste aree, Catalina farà apparire una finestra per chiederti se desideri permettere oppure negare questo accesso.
Per vedere poi nel dettaglio quali app hanno il permesso di accedere alle aree di cui abbiamo parlato poche righe fa, lancia le Preferenze di Sistema, clicca su “Sicurezza e privacy” e poi ancora su Privacy.

Nella colonna laterale troverai una serie di voci. Scorri finché non individui “File e cartelle”.

file e cartelle

Come scritto in precedenza: se un’app chiederà di accedere a una delle aree elencate, e tu darai il permesso, in seguito potrai venire qui e vederla (e magari decidere di revocare il permesso).
Come si fa a revocare il permesso dato in precedenza a un’applicazione?

È necessario per prima cosa premere l’icona del lucchetto in basso a sinistra; inserire la tua password di Amministratore e il lucchetto si sbloccherà.
A questo punto potrai togliere il segno di spunta accanto al nome dell’applicazione. Questa non avrà più il permesso di accesso alle cartelle.

macOS Catalina e il keylogging

Sai che cos’è il keylogging (o keylogger)? Si tratta di una tecnica che consente di catturare tutto quello che l’utente digita sulla tastiera del proprio computer. Ovviamente a sua insaputa perché, esatto, è una tecnica illegale. Perché lo si fa?
I pirati informatici lo fanno per carpire (tanto per fare un esempio), le password di un utente, quelle per esempio per accedere al proprio conto bancario online, ma anche ai suoi account Amazon, Gmail o altro ancora.
Anche in questo settore Catalina presenta delle interessanti novità: quali?

Semplice: quando applicazione cercherà di accedere alla tastiera del tuo Mac, macOS Catalina farà apparire una finestra, chiedendoti di concedere esplicitamente il permesso all’app di accedere appunto alla tastiera.

Se per esempio scarichi una foto, oppure un filmato, e vedrai apparire una finestra che domanderà di concedere il permesso di accedere alla tastiera del tuo Mac: quella non è una foto, né un filmato. Bensì si tratta di un keylogger “travestito” da foto o filmato. Cestinalo subito, naturalmente.

Ancora una volta, lancia le Preferenze di Sistema e vai in “Sicurezza e privacy” e ancora in Privacy. Nella colonna laterale che cosa troverai?

monitoraggio input

La voce “Monitoraggio input” elencherà tutte le app che hanno avuto da te il permesso per accedere appunto alla tastiera del tuo Mac.

Non solo.
macOS Catalina fa anche dell’altro. Se infatti un’applicazione desidera registrare i contenuti del tuo schermo, ancora una volta dovrai dare il tuo esplicito consenso.

registrazione schermo

Per revocare un permesso dato in precedenza, ancora una volta dovrai cliccare sull’icona del lucchetto in basso a sinistra; digitare la tua password di Amministratore, e a quel punto basterà deselezionare l’applicazione. Non potrà più registrare lo schermo del tuo Mac (o accedere alla tua tastiera).

Perché tutto questo?
È evidente. Lo scopo è di rendere più responsabile l’utente, indurlo a riflettere su che cosa fa, che cosa scarica. Un sistema operativo, per quanto robusto (e macOS è decisamente robusto), non può nulla quando un utente “spalanca le porte” e scarica di tutto, installa qualsiasi cosa senza alcun briciolo di buonsenso.

Come scritto a proposito dell’esempio precedente: se una foto chiede di scaricare una certa applicazione, oppure di accedere alla tastiera: non è una foto.

macOS Catalina e il Blocco attivazione

Altra novità di Catalina: il Blocco attivazione. Una bella notizia, certo: ma per pochi.
Infatti la funzione Blocco attivazione funziona solo sui Mac provvisti del processore di sicurezza Apple T2, e questo lo trovi solo su queste macchine:

  • iMac Pro
  • Mac mini (modello del 2018 o successivi)
  • MacBook Pro (modello 2018 o successivi)
  • MacBook Air (2018 o seguenti)

Che cosa combina il Blocco attivazione?

Quando tu attivi (e lo devi fare sempre, in ogni caso) la funzione Dov’è (un tempo era “Trova il mio Mac”), il tuo Mac viene automaticamente abbinato al tuo Apple ID e sui server di Apple viene archiviato questo dato.
In caso di furto nessuno potrà mai inizializzare il tuo Mac, disattivare la funzione “Dov’è”, oppure riattivare il Mac. Solo il legittimo proprietario, cioè tu, potrà farlo.

Attivare il Blocco attivazione è semplice.
Lancia le Preferenze di Sistema e clicca Apple ID e poi a sinistra, iCloud.
Metti il segno di spunta a Trova il mio Mac. Naturalmente apparirà una finestra che ti chiederà se vuoi attivare questa funzione; dai il tuo consenso.

trova il mio mac

Dopo che hai attivato questa funzione, apparirà un pulsante “Opzioni”: cliccalo.

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Qui trovi una nuova funzione: Abilita ricerca offline. È presente anche su iOS 13. Esatto: permette di trovare i tuoi dispositivi anche quando non sono connessi a una rete Wi-Fi. Perché questo accada, è necessario che non solo i tuoi dispositivi siano aggiornati a Catalina o a iOS 13. Ma anche quelli dei possessori di Mac e iPhone nei dintorni.

Perché il bello di questa funzione è che è… collaborativa.
Il tuo Mac è smarrito. Questo inizia a trasmettere dei piccoli segnali Bluetooth (Apple assicura che sono cifrati: nessuno potrà leggerli. E che “pesano” pochissimo: la batteria del dispositivo non sarà “spremuta”), raccolti e inviati ai server di Apple da chi? Esatto, dagli altri dispositivi Apple nei dintorni, che diventano così degli autentici (e ignari) collaboratori. I dati giunti sui server di Apple saranno poi indirizzati alla tua app Dov’è.

Perché tutto questo funzioni a dovere, nei dintorni ci devono essere, come scritto prima, dispositivi con iOS 13 o macOS Catalina installati. Ma Apple sa che il tasso di adozione dell’ultima versione dei suoi sistemi operativi è sempre molto alto. Quindi il successo di questa funzione appare quasi scontato.

Leggi l’articolo: macOS Catalina e le novità del Finder.

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